sabato 10 agosto 2013

Riproduzione di muri e recinzioni

Negli ultimi 2 giorni mi sono dedicato all’esperimento di riprodurre autonomamente dei particolari utili alla creazione degli scenari. Nel caso specifico di muretti a secco (in pietra) e muri di recinzione. Questo perché gli articoli in vendita sono, da un lato, proporzionatamente molto più cari che gli edifici e, dall’altro, imparare una tecnica nuova che potrebbe tornarmi utile.
Volendo sistemare diversi muretti a secco e muri di recinzione lungo le strade ed attorno alle abitazioni che ho approntato e che intendo allestire, ho acquistato gli elementi che intendevo utilizzare come matrice per la mia produzione quasi seriale. Nel caso specifico ho acquistato una porta ad arco con relativi muri di recinzione della GHQ. Questi articoli sono in metallo e di buona fattura. Come tutti gli articoli GHQ. Naturalmente con prezzo proporzionato. Ossia cari per quello che è l’articolo. Quindi ho acquistato muretti sia in mattoni che a secco della CinC. Anche questi sono in metallo. Buoni articoli con eccellenti particolari quali: colonnine di rinforzo e sezioni ad angolo per i muretti a secco. Per entrambi sono in dotazione cancelletti di accesso se utilizzati come recinzione delle abitazioni.
Porta ad arco e muri di recinzione della GHQ

Muro in mattoni della CinC

Muretto a secco della CinC
Tempo addietro mi ero documentato sia su internet che tramite filmati di youtube e, ritenevo, di avere sufficiente teoria. Mi mancava totalmente la pratica. La scelta dei prodotti per la riproduzione sono caduti su: Gomma Siliconata GLS50 e suo Catalizzatore T30 della Prochima per la creazione degli stampi. E Sintafoam 1:1 come prodotto da colata per la produzione degli stampi. Si tratta di due confezioni vendute assieme: Sintafoam 1:1 A (Base) e Sintafoam 1:1 B (Catalizzatore).
La scelta è giunta dopo aver valutato la storica tecnica della fusione e colata della lega (tipo il vecchio stagno) o tecniche innovative quali polveri tipo gesso.
La prima tecnica mi pareva impegnativa: fornellino, fusione, colata, attesa… la seconda tecnica mi creava dubbi sulla possibilità di creare particolari piccoli come quelli di mia intenzione.
Pertanto acquisto gli articoli della Prochima indicati sopra ed attendo le ferie per iniziare l’esperimento.
Per chi non avesse mai tentato questa tecnica occorre brevemente spiegare come funziona. Tramite apposito prodotto si crea lo stampo dell’articolo che si vuole riprodurre. Quando lo stampo è pronto si crea, mischiando in parti uguali il prodotto da colata e lo si immette nello stampo. Quando il prodotto da colata è solidificato, nel nostro caso ½ ora, possiamo estrarlo e produrne un altro.
Tutto chiaro? Si. Bene. Avevo tutta l’attrezzatura occorrente. Ho spento il telefono ed ho iniziato l’esperimento.
Come recipiente per lo stampo ho ritenuto di utilizzare delle scatolette della crema Nivea gentilmente conservatemi da mia moglie. Devo dire che la scelta è stata valida. Quindi calcolate le misure, unito in un bicchiere di plastica la gomma siliconata ed il catalizzatore (al 5%) ho fatto colare il prodotto così formato nel recipiente. Immettendo 4 muretti in mattoni e 2 cancelletti.


Quindi ho atteso le 18 ore previste ed ho estratto lo stampo. E qui sono occorse le prime 2 delusioni. Innanzitutto i muretti essendo in metallo sono sprofondati, ma ciò è ancora accettabile, ma di questi ben 2 si sono coricati su un fianco. Questo è un problema poiché, come ho constatato successivamente il prodotto da colata in questi 2 casi produce sì un muretto ben fatto su un lato ma deforme sul lato esterno allo stampo.


Estratti gli originali non rimaneva che creare il prodotto da colata ed iniziare la produzione. I 2 componenti devono essere in parti uguali, ben mischiati e fatti colare nello stampo. Semplice: mica tanto. Il problema sorge dal momento che si vogliono creare articoli alquanto piccoli. Avevo pensato di introdurre il liquido prodotto tramite una siringa e questa soluzione si è rivelata un disastro. In liquido prodotto dall’unione dei 2 componenti tende immediatamente a rapprendersi e quindi rendendo immediatamente inutilizzabile la siringa. È evidente che il sistema è ottimo per la produzione di articoli più grandi, creare muretti per i 6mm è altra cosa. Quindi ho preso un’altra scatoletta di Nivea e l’ho deformata creando un beccuccio (tipo caffettiera per intenderci) e così ho iniziato la colata. Come detto gli articoli da produrre sono parecchio piccoli e di conseguenza lo sono anche i loro stampi. Se va bene per riempire lo stampo occorre versare circa il doppio del prodotto occorrente. Metà si disperde ovunque. Pazienza. Rimanevo speranzoso nel risultato.
Il primo risultato avrebbe depresso chiunque. Di seguito la prova fotografica dell’esito. 


Ho quindi fatto un altro paio di tentativi che hanno dato esiti migliori e quindi mi sono deciso di tentare anche con gli altri articoli da duplicare.
La procedura è stata la medesima. I risultati leggermente migliori. Soprattutto per quanto riguarda i pezzi della GHQ in quanto sono un po’ più grandi.

Dopo mezza giornata di prove sono leggermente più fiducioso per il futuro ma sicuramente poso dare un consiglio: se a qualcuno fosse venuto in mente di acquistate solamente qualche soldatino 6mm e poi di produrmi in massa con questa tecnica, ritengo di poterlo sconsigliare. I pezzi sono troppo piccoli per ottenere dei buoni risultati, c’è troppo scarto. Per la creazione di muretti invece, aumentando la manualità ritengo si possano ottenere risultati accettabili.