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domenica 5 ottobre 2014

Manovre militati classiche: Penetrazione dal centro

English: Classical manoeuvres of warfare: Penetration of the centre
Français: Manœuvres classiques de la guerrepénétration du centre
Deutsch: K
lassischen Manöver der Kriegsführung: Eindringen des Mittel

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Con questo post presento la manovra classica di penetrazione del centro del fronte avversario.

La manovra di penetrazione al centro (Chandler)
Per effettuare questa manovra devono essere presenti 2 presupposti: il comandante che intende effettuarla deve ritenere di avere una superiorità quantomeno numerica ed il nemico non deve avere possibilità di manovra sui lati. Così come illustrato nella precedente mappa.

Già in fase di disposizione delle truppe il comandante che intende effettuare la manovra, nel nostro caso il "blu", predispone parte delle truppe delle ali in modo tale che possano manovrare agevolmente.

Fase 1: disposizione delle truppe
Vediamo qui sopra la disposizione classica. Un centro "a1/a2" con le rispettive ali "b1/b2" e "c1/c2". Le truppe b2 e c2 sono arretrate per per avere libera la manovra e non destare immediato sospetto al comandante nemico.

Fase 2: inizio attacco 
Il comandante "blu" fa avanzare sia il centro che le ali in modo tale da tener impegnato l'intero fronte avversario.

Fase 3. Convergenza rinforzi al centro
Le truppe non utilizzate nelle ali vengono fatte convergere al centro al fine di creare una forza alquanto superiore a quella nemica in questo settore.

Fase 4. Attacco principale al centro
Mentre le ali si limitano a contenere e tenere impegnate le ali nemiche, il centro sferra l'attacco principale forte della sua grande superiorità numerica.

Fase 5. Sfondamento al centro.
Ne truppe dell'esercito "blu" sfondano al centro. A questo punto in comandante dell'esercito "rosso" non avendo riserve tali da contrastare il nemico, avendo le ali impegnate, avendo occlusioni naturali che gli impediscono manovre (nel nostro caso fiume e colline) è costretto ad organizzare la ritirata prima che si trasformi in rotta.

Un appunto. Napoleone utilizzò questa manovra in previsione della battaglia di Waterloo benché fosse in inferiorità numerica. Si incuneò fra i prussiani ed gli anglo-alleati sperando di battere le due ali prima che ricongiungessero. Ma Bluecher giunse sul campo di Waterloo in tempo per lo scontro decisivo in quanto non trattenuto dalle truppe francesi che dovevano tenerlo impegnato.

Per concludere due immagini ravvicinate dello scontro:

Primo piano degli scontri sull'ala sinistra
Primo piano dei combattimenti al centro dello schieramento

domenica 24 agosto 2014

Manovre militari classiche: L'approccio indiretto

English: The classical manoeuvres of warfare: The indirect approach
Français: Les manœuvres classiques de la guerre: L'approche indirecte
Deutsch: Die klassischen Manöver der Kriegsführung: Der indirekte Ansatz
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Con questo post affronto la manovra classica denominata: Approccio indiretto.

Questa manovra di attacco è fattibile quando il comandante che intende attuarla ritiene di avere una discreta superiorità numerica e che condizione del area attorno al campo di battaglia lo permettono. In ogni caso non viene mai utilizzata in grandi scontri poiché è quantomeno difficile se non impossibile riuscire a compire l'azione che illustrerò senza che il nemico ne sia tempestivamente informato.

Schema della manovra di "Approccio indiretto" (Da David Chandler)
Ho ricreato la situazione illustrata nello schema. Ossia: fiume sulla sinistra e colline che limitano la visuale sulla destra.

Fase 1: la disposizione iniziale
Il comandante dell'esercito Blu ha preso visione del campo ed ha valutato la forza del nemico e si è predisposto per agire secondo l'Approccio indiretto. Ha disposto alcune unità per lo scontro (A1), una riserva (A2a) e delle truppe seminascoste al comandante nemico (A2b).
Il comandante Rosso ha disposto in B1 le truppe dispiegate per lo scontro. Una riserva (B2) e truppe di collegamento fra le truppe predisposte allo scontro e la riserva (B3). Prudenzialmente ha disposto dei distaccamenti lungo i crinali delle colline (C1a) e lungo il fiume (C1b).

Fase 2: inizio delle ostilità
Al centro inizia lo scontro che per l'esercito Rosso è lo scontro primario (unico) mentre per l'esercito Blu si tratta dello scontro secondario. Nel contempo la cavalleria velocemente si porta sui fianchi del nemico protetta dalle colline. Seguita da fanteria che a marcia forzata segue le sue orme.

Fase 3: Avanzamento aggiramento
La cavalleria appare sui fianco destro dell'esercito Rosso.

Fase 4: inizio ostilità nelle retrovie
La cavalleria aggredisce violentemente le truppe di collegamento dell'esercito Rosso e tampona la reazione della cavalleria della retroguardia dell'esercito Rosso. Nel frattempo la fanteria dell'esercito Blu appare sul fianco dell'esercito Rosso.

Fase 5. Chiusura della tenaglia
Mentre la fanteria dell'esercito Blu entra nel vivo delle ostilità la riserva dell'esercito Blu avanza verso lo scontro centrale per gettare il suo peso nello scontro.

A questo punto il comandante dell'esercito Rosso ha 2 opzioni.
a) tentare di respingere l'attacco nelle proprie retrovie e quindi concentrarsi sullo contro centrale,
b) limitare i danni e cercando mantenere la disciplina ordinare la ritirata.
La scelta fra queste 2 opzioni è valutabile tramite la differenza di potenziale fra i 2 eserciti, la fiducia nelle proprie truppe. La tenuta del fronte negli scontri nella zona centrale. Ma vi è un grosso problema: al primo segno di cedimento nello scontro centrale il comandante dell'esercito Rosso non potrà tamponare la situazione con l'invio di truppe dalla riserva.  

Primo piano degli scontri

mercoledì 20 agosto 2014

Manovre militari classiche: Attacco da una posizione difensiva

English: The classical manoeuvres of warfare: Attack from a defensive position
Français: Les manœuvres classiques de la guerre: Attaque d'une position défensive
Deutsch: Die klassischen Manöver der Kriegsführung: Angriff aus der Defensive
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Con questo post affrontiamo la manovra classica di attacco (contrattacco) da una posizione difensiva.

Questa manovra è affrontabile da quel comandante che subisce un attacco ed è nelle condizioni di equilibrio con l'esercito nemico.

Prendiamo esempio da 2 eserciti equilibrati che si fronteggiano e sono organizzati, entrambi, nel modo classico: centro, 2 ali e riserva.

Posizione iniziale.
Attacco frontale
L'esercito nemico prende l'iniziativa e sferra un attacco frontale.

Il centro dell'esercito attaccato retrocede
Il comandante dell'esercito che subisce l'attacco fa retrocedere il centro permettendo l'incuneamento dell'esercito nemico.

La retroguardia manovra sui fianchi
La retroguardia dell'esercito che ha subito l'attacco fa manovrare la riserva sui fianchi.

Attacco sui fianchi
Il fronte si prolunga sui fianchi e la riserva, rinforzata da unità disimpegnate dal fronte centrale, attaccano violentemente i fianchi nemici.

A questo punto il comandante dell'esercito che ha preso l'iniziativa si trova con il proprio centro incuneato fra le ali nemiche e quindi in posizione "difficoltosa" e subisce l'attacco sulle ali. O riesce a respingere quest'ultimo attacco o è costretto a ritirarsi per non subire una disfatta.

lunedì 18 agosto 2014

Artiglieria: l'angolo morto

English: Artillery. Dead corner
Français: Artillerie. Angle mort
Deutsch: Artillerie. Toten Winkel
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Con questo post voglio affrontare un problema dell'artiglieria. Noi sappiamo, non foss'altro che da von Clausewitz, che chi è sull'alto e deve difendersi ha un vantaggio fra chi è in basso e deve attaccare. Ma questo vale per la fanteria. Già la cavalleria è esclusa in quanto difficilmente può combattere su terreni scoscesi. Ma anche l'artiglieria ha una difficoltà. Il cosiddetto "Angolo morto". Ossia un'area ove l'artiglieria non riesce a colpire. Vediamo come e perché.

Come noto l'artiglieria ha vantaggi nei confronti della fanteria: può colpire più lontano, anche più velocemente. Da distanze più ravvicinate possono colpire con granate o anche a mitraglia. Poi possono cambiare angolo di tiro più velocemente che la fanteria. I serventi ai pezzi fanno ruotare l'affusto e possono sparare verso un'altra direzione mentre la fanteria deve compiere una manovra.

Misurazioni per tiro in pianura.
Ma tutto ciò vale se la batteria è in pianura. Si verifica l'angolo e si verifica la distanza.

Tiro in pianura
Sia che il tiro sia effettuato da un cannone, in rosso ad alzo zero, che da un obice (howitzer, Obusier, Haubitze), arancio, non vi sono problemi.
I problemi sorgono quando il tiro è effettuato da un'altura.Innanzi tutto occorre calcolare la maggiore distanza che il proiettile compie in quanto quando ha terminato la sua spinta propulsiva, per inerzia, durante la discesa tende ancora ad allontanarsi.

Tiro da altura
Ma il problema sorge quando l'obiettivo è troppo vicino alle pendici e quindi entra nell'angolo morto. Poiché non è possibile posizionare la canna con angolo negativo (il minimo è zero) con l'artiglieria non è più possibile colpire l'obiettivo. Si può tentare con l'obice con un tiro molto arcuato ma di difficile realizzazione.

L'angolo cieco
Di seguito un'immagine grafica del tiro da un'altura.


Come si vede chiaramente il tiro invece di colpire a 300 mt di distanza se fosse stato in pianura colpisce a 350 mt di distanza.
Pertanto l'obiettivo giunto alle pendici è quantomeno salvo dal tiro dell'artiglieria.

martedì 12 agosto 2014

Clausewitz: la marcia

English: the march
Français: le mars
Deutsch: die marsch

Русский: марш
Español: la marcha
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Con questo post voglio riassumere brevemente, e di nostro interesse, quanto mirabilmente illustrato da von Clausewitz nel Libri 5° capitoli X°, XI° e XII° della sua opera "vom Kriege": la marcia delle unità militari.

In primo luogo i dati forniti da von Clausewitz sono in Miglia Prussiane, unità di misura desueta che corrisponde a circa 7,5km attuali. Scrive che un reparto militare può percorrere, marcia normale, 3 o 4 miglia al giorno (dai 22,5 ai 30 km) in condizioni normali. Ossia terreno adatto fornito di strade sufficientemente larghe. Con una marcia forzata la distanza può raggiungere le 5 miglia (circa 35 / 40 km) ma questa può essere sostenuta solamente per brevi periodi. La cosiddetta marcia disperata, per giungere in soccorso di battaglie in corso, può giungere sino alle 6,5 miglia (circa 45km) ma può essere percorsa per un solo giorno o meglio frazione di esso in quanto la truppa ne esce spossata.

Quindi vengono affrontati gli spazi occupati dalle varie unità, ossia la lunghezza delle colonne su strada:
a) 1 Compagnia di artiglieria con cariaggi (salmerie) = 200m
b) 1 Brigata di fanteria con cariaggi = 500m
c) 1 Brigata di cavalleria con cariaggi = 1.500m
d) 1 Divisione (5.000 uomini) con cariaggi = 3.500m
e) 1 Corpo d'Armata (25.000 uomini) con cariaggi = 25km

Come evidente da questo ultimo dato se noi volessimo far marciare un corpo d'armata su un'unica colonna quando i primi reparti sono arrivati alla destinazione prevista per la giornata (circa 8 ore) gli ultimi reparti dovrebbero ancora partire.
Ma non solo. Entra in gioco la famosa intuizione di von Clausewitz: l'attrito. Ossia i ritardi dovuti alle più diverse cause (da ruote che si rompono a ponti stretti etc) che si sommano e provocano ritardi anche notevoli ai reparti che seguono.

A questo punto vengono proposte le soluzioni: una certa distanza fra un reparto ed il seguente, anche un'ora, al fine di ovviare all'intoppo prima dell'arrivo del reparto successivo. Ma questo sistema porterebbe a raddoppiare gli spazi occupati. Quindi la soluzione è quella di dividere le unità in corpi più piccoli e farli marciare su strade parallele da una distanza massima di un'ora di marcia da quello affiancato. In caso di minaccia di nemico gli spazzi dovrebbero essere ridotti fatto salvo la disponibilità di strade. Perché la marcia per i campi rallenta di molto i cariaggi.

Di seguito alcune immagini che illustrano quanto descritto:

Una Compagnia d'Artiglieria
Una Brigata di Fanteria
Una Brigata di Cavalleria
Una Divisione su unica colonna
Come visto tale organizzazione non è consigliata se non in casi particolari, ad esempio la marcia di un intero Corpo d'Armata.

Una Divisione su 3 colonne parallele
La Brigata di Cavalleria è stata divisa nei 2 Reggimenti e posta alle ali. L'Artiglieria marcia nel corpo centrale.

Distanza consigliata per le marce parallele

lunedì 11 agosto 2014

Manovre militari classiche: Avvolgimento di entrambi i fianchi

English: Classical manoevres: Envelopment of both flanks
Français: Manœuvres classiques: Enveloppement des deux flancs
Deutsch: Klassische Manöver: Umhüllung der beiden Flanken
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Con questo post affrontiamo la manovra di avvolgimento di entrambi i fianchi.

Schema della manovra (da D.G.Chandler)
Quando 2 eserciti si affrontano ed il comandante di uno dei due ritiene di essere in sufficiente superiorità può tentare la manovra di avvolgimento su entrambi i fianchi, detta anche "a tenaglia".

Fase 1: disposizione iniziale degli eserciti
Come da manuale classico i 2 eserciti sono schierati con un corpo centrale e 2 ali. Alle spalle la riserva.
Il comandante dell'esercito Blu, stesi i piani, ha già suddiviso la propria riserva ai lati.
In realtà questo è un errore in quanto il comandante nemico se se ne rende conto ed intuisce il piano può predisporre delle contromosse.

Fase 2: attacco frontale su tutto il fronte
Il comandante Blu fa avanzare sia il corpo centrale che le ali. Ciò per impegnare completamente l'esercito Rosso.

Fase 3: la riserva Rossa copre le falle
Si crea un vasto fronte ed il comandante Rosso fa avanzare reparti della riserva per tappare eventuali falle o comunque dare supporto in punti ove si evidenziano criticità.

Fase 4: la riserva Blu inizia la manovra di avvolgimento
A questo punto il comandante Blu, certo della propria superiorità emana l'ordine di attacco avvolgente. Le sue colonne di cavalleria avanzano rapidamente seguite da raparti di fanteria di supporto. Non è presente delle immagini ma la cavalleria dovrebbe essere supportata da artiglieria a cavallo.

Fase 5: Le colonne Blu percorrono i fianchi del campo di battaglia
Le colonne dell'esercito Blu percorrono rapidamente i fianchi del campo di battaglia. Le ali dell'esercito Rosso sono impegnate nello scontro e non possono disimpegnarsi ed affrontare il nemico.

Fase 6: si aprono i fronti nelle retrovie
Si aprono fronti nelle retrovie dell'esercito Rosso. A questo punto il comandante dell'esercito rosso è in grave difficoltà e, molto probabilmente deve cercare di disimpegnare le proprie truppe facendole arretrare attraverso i nuovi fronti prima che il passaggio sia troppo stretto, altrimenti sarebbe la catastrofe. La sua abilità sarà quella di gestire bene la ritirata lasciando il campo al nemico.

giovedì 7 agosto 2014

Manovre militari classiche: Avvolgimento di un singolo fianco

English: The classical manoeuvres of warfare: Envelopment of a single flank
Français: Les manœuvres classiques de la guerre: Enveloppement d'un seul flanc
Deutsch: Die klassischen Manöver der Kriegsführung: Envelopment einer einzigen Flanke
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Con questo post affrontiamo la seconda manovra più classica: l'avvolgimento di un singolo fianco.

Mappa della manovra (da D.G.Chandler)
Per affrontare questa manovra il comandante deve disporre di una certa superiorità numerica generale e sopratutto di una sufficiente cavalleria nella riserva per poter effettuare la manovra con celerità.

Fase 1: dispiegamento eserciti
L'esercito "Rosso" ha disposto l'esercito secondo la disposizione classica: R1, R2 e R3: centro e 2 ali. R4 in riserva.
Così come ha dispiegato l'esercito il comandante dell'esercito "Blu". B1, B2 e B3: centro e 2 ali. B4 in riserva.  L'esercito blu dispone di una discreta cavalleria in riserva. Il comandante ha preventivamente disposto sulla propria ala destra dei rinforzi.

Fase 2: attacco secondario
L'esercito Blu attacca con la propria ala sinistra. L'esercito Rosso distacca parte della riserva per mandarla a supporto dell'ala attaccata.

Fase 3: inizio attacco sul fianco
Il comandante dell'esercito Blu comanda l'inizio della manovra avvolgente da parte di una sezione della propria riserva.

Fase 4: Attacchi centrali e manovra di avvolgimento
Sia il centro che l'ala destra dell'esercito Blu muovono all'attacco per impegnare l'esercito nemico. Nel frattempo le truppe impegnate nella manovra di avvolgimento proseguono la loro "corsa". In prima linea la numerosa cavalleria leggera e l'artiglieria a cavallo seguiti da altra cavalleria e dalla fanteria.
Nel frattempo il comandante dell'esercito Rosso, resosi conto del pericolo fa manovrare la propria riserva per fronteggiare il nemico in arrivo.

Fase 5: ultimo atto della manovra
Mentre le truppe Blu raggiungono l'obiettivo, ala destra dell'esercito Blu manovra per impegnare l'ala sinistra nemica affinché non possa intervenire sul fianco delle truppe in manovra avvolgente.

Fase 6: Scontro nelle retrovie
Oltre a tutto il fronte principale si è aperto il fronte secondario nelle retrovie dell'esercito Rosso. A questo punto il comandante dell'esercito rosso si trova in grave difficoltà in quanto:
1: ha la propria ala sinistra quasi circondata;
2: ha un grosso attacco alle retrovie che rischia di isolale il proprio esercito nel caso di sfondamento.

Ha solamente 2 soluzioni possibili:
1: riuscire a ricacciare il nemico che è giunto al suo fianco;
2: cercare di disimpegnarsi con il minor danno possibile.

Una resistenza ad oltranza, vista l'inferiorità numerica, può portare al disastro.

martedì 5 agosto 2014

Manovre militari classiche: Attacco in ordine obliquo

English: The classical manoeuvres of warfare: Attack in oblique order
Français: Les manœuvres classiques de la guerre: Attaque en ordre oblique
Deutsch: Die klassischen Manöver der Kriegsführung: Angriff in Schräg bestellen
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Con questo inizio una serie di post con cui presento le manovre militari classiche, per l'epoca napoleonica, naturalmente. In questo caso presento l'Attacco in ordine obliquo. Si tratta della manovra più classica e più utilizzata sino alle guerre napoleoniche.

Schema dell'attacco in ordine obliquo (da David G. Chandler)
Partendo dal caso classico in cui 2 esercito si fronteggiano su 2 lunghe linee. Il comandante che prende l'iniziativa intuisce, o ritiene di intuire, qual'è l'ala più debole del fronte avversario, poniamo il destro, e quindi ordina un attacco "secondario" nei confronti dell'ala sinistra, per tenere impegnato il fronte, ed ordina un attacco "principale" nei confronti dell'ala destra.

Ricordo che l'ala destra o sinistra sono valide per chi guarda e quindi l'ala destra per un esercito sarà l'ala sinistra per l'altro e viceversa.

Di seguito alcune immagini che rappresentano, in forma alquanto semplificata, la manovra:

Posizione originale
1 e 2: dispiegamento degli eserciti che si fronteggiano.

Fase iniziale dell'attacco
Il comandante dell'esercito "Blu" prende l'iniziativa:
A: Attacco principale
B: Attacco secondario

Fase avanzata dell'attacco
A1 e A2: Attacchi principali
B: Attacco secondario

A questo punto i comandanti dei 2 eserciti dovranno solamente gestire la situazione. Il "Blu" cercherà di comprimere l'esercito "Rosso" inducendolo a cedere il campo. Il comandante dell'esercito "Rosso" cercherà, con la riserva, di tamponare e quindi respingere l'attacco principale o contrattaccherà dal lato dell'attacco secondario.

lunedì 4 agosto 2014

Clausewitz. l'inseguimento dell'esercito sconfitto

English: The chase of the defeated army
Français: la chasse de l'armée vaincue
Deutsch: Der Verfolgung der geschlagenen Armee
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Con il presente intendo iniziare un nuovo filone di post. Il mio obiettivo è rappresentare plasticamente quanto mirabilmente descritto da Carl Phillip Gottlieb von Clausewitz. Prima attore e poi descrittore delle tattiche e strategie in epoca napoleonica nella sua opera Vom Kriege (Della Guerra).

Con questo primo post presento quanto illustrato nel "Libro 4° capitolo XII° - Mezzi strategici per sfruttare la vittoria". Ossia l'inseguimento dell'esercito sconfitto.

Il Clausewitz riassume che sino all'avvento di Napoleone l'esercito sconfitto, o meglio battuto, si ritirava e quello vittorioso si limitava ad occupare il campo di battaglia. Mentre le guerre napoleoniche avevano il fine di "atterrare" l'esercito nemico e non solamente di batterlo. Quindi il fine ultimo era quello di "distruggere" l'esercito nemico e non solamente fargli "cedere il campo".

Nel capitolo preso in considerazione Clausewitz afferma che vi sono 3 mezzi strategici per sfruttare la vittoria:
1: inseguimento dell'esercito nemico da parte della cavalleria. Questo mezzo ha sicuramente dei vantaggi: porta scompiglio nelle file nemiche e può trasformare la ritirata in rotta. Ma presuppone che si abbia una cavalleria sufficientemente numerosa ed, inoltre, questa tattica non può durare più di un giorno in quanto la cavalleria senza il supporto dell'intero esercito diventa vulnerabile.
2: inseguimento dell'esercito nemico da parte di una forte avanguardia formata dalle 3 armi (fanteria, cavalleria e artiglieria) che effettuano una pressione continua sulla retroguardia nemica senza dargli tregua. Questo mezzo tattico prevede un periodo a breve termine se non supportato dall'esercito che, ripresosi dalle fatiche della battaglia, dia supporto.
3: inseguimento dell'intero esercito che effettui pressione più o meno forte in base alle condizioni generali. Questo mezzo strategico può durare più a lungo.

Teniamo presente che l'esercito in ritirata ha un obiettivo logistico da raggiungere (città, fortezza, esercito alleato) quindi l'inseguitore deve stare attento a non perseguire scioccamente il proprio obiettivo per non correre il rischio di cadere in trappola. Il vero obiettivo è quello di raccogliere prigionieri (sbandati, feriti, disertori) e materiali (cannoni, carriaggi, fucili etc). Ciò renderà sempre più debole il nemico.

Esercito in ritirata inseguito dall'esercito vincitore
Clausewitz illustra le 3 tattiche di inseguimento da adottare in base alla situazione che deve valutare il comandante dell'esercito vincitore sul campo di battaglia:
1: inseguimento semplice con minima pressione sul nemico. Obiettivo: raccogliere quanto l'esercito nemico lascia dietro.
2: inseguimento con forte pressione se si ha la speranza di far trasformare la ritirata in rotta con conseguente disfatta dell'esercito nemico.
3: marcia parallela. Questa tattica presuppone l'intenzione strategica di far deviare il percorso dell'esercito nemico e condurlo in una trappola o comunque lontano dal proprio obiettivo. Il fine strategico è quello della resa dell'esercito nemico o la sua disfatta su un altro campo di battaglia. Difficilmente questa tattica è adottabile contro grandi eserciti.

Di seguito alcune immagini che illustrano quanto descritto:

Caso 1: Inseguimento semplice con minima pressione sul nemico in fuga.

Caso 1: cavalleria che insegue l'esercito sconfitto
1: esercito in ritirata
2: retroguardia che cerca di arginare la cavalleria inseguitrice
3: cavalleria inseguitrice

Caso 2: Inseguimento del nemico in fuga con forte pressione.
Caso 2: intero esercito inseguitore
1: esercito in ritirata
2: retroguardia che limita l'azione dell'avanguardia inseguitrice
3: avanguardia inseguitrice che effettua pressione sulla retroguardia dell'esercito sconfitto
4: esercito vincitore che supporta l'avanguardia

Caso 3: Marcia parallela con pressione laterale per indurre la direzione o tagliare la strada.

Caso 3: marcia parallela dell'esercito vincitore
1: esercito battuto in ritirata
2: retroguardia dell'esercito battuto
3: esercito vincitore che marcia parallelamente e tenta di forzare la direzione di marcia
4: distaccamento dell'esercito vincitore che insegue l'esercito sconfitto per fare pressione e raccogliere quanto lasciato alle spalle